10 motivi per andare (e restare) a Torre dell'Orso
10. La perversione fusion della torta di crêpe locale, come se potesse esistere una tradizionale locale in un frazione di Melendugno che, dai tempi in cui fu il porto della città-santuario di Roca (epoca romana), fino a quelli del movimento architettonico-abusiv-condonato postmoderno, non è che se la sia passata benissimo in quanto a frequentazione. Eppure, quella torta è ormai un classico imitato ma mai eguagliato. La leggerezza della pasta francesizzante, unita alla soave pesantezza della crema e del cioccolato locale, è un'unione degli opposti che ci emoziona come una rappresentazione di Amor Sacro e Amor Profano.
9. Perché è l'ennesimo posto di mare salentino che rinvendichi di essere stato l'approdo italico di Enea, e forse ha più ragione di Porto Badisco e di Santa Maria di Leuca messe insieme. Non a caso, la rotta fra Torre dell'Orso e la sua quasi omonima Valle dell'Orso, in Albania, è una delle più brevi (80 km appena) fra la nostra penisola e l'altra faccia dell'Adriatico. Che non solo Enea avrebbe avuto molta ragione a percorrere con la sua nave, essendo partito proprio dagli albanesi Monti Acrocerauni, ma che anche Ottaviano Augusto seguì quando, nel 44 a.C., dovette fare improvvisamente ritorno in patria, per via dell'uccisione di Cesare.
8. La Torre di Guardia cinquecentesca, opera dell'architetto militare Giovanni Tommaso Guarrapa, che dà probabilmente il nome attuale alla località, per via di un riferimento a Sant'Orsola, santa del IV secolo di eccezionale bellezza e dal vasto seguito cultuale presso tutta Europa. Trovatene un'altra così troncopiramidale eppur così proporzionata, nonostante le piccole incompiutezze di cui il suo artefice, per motivi di salute (morte) la dotò, e le ovvie perdite di dovute alla caducità del tempo.
7. Lu Reggae. E includiamo qui una serie di benefit che da esso derivano che non sempre è il caso di elencare in una top ten così storicamente attendibile e deontologicamente inappuntabile.
6. Il Parco Pineta di Torre Dell'Orso. Uno dei luoghi più faunisticamente autentici e vivi dell'intero Salento. Non solo giovani innamorati e relativi guardoni, ma anche rari falchi, civette e gufi (nonché un certo numero di serpenti autoctoni) faranno a gara per attirare la vostra attenzione, se avrete la fortuna di avere a disposizione la Guardia Forestale per una regolare visita guidata.
5. Lo struscio in Piazza della Luna, chiassoso come forse solo ai Castelli Romani è possibile incontrare. Rara occasione in cui i decibel prodotti da fonti umane riescono a sorpassare quelli emessi dagli amplificatori artificiale delle decine e decine di bar e baretti antistanti. Un must per praticanti avvocati, per oratori in generale e soprattutto per aspiranti venditori di spugne innovative da festa patronale.
4. Il perfetto connubio fra spiaggia e scoglio, come probabilmente non si è mai visto altrove, almeno dalle nostre parti. 800 metri di insenatura sabbiosa, fra due alte scogliere che appagano come quinta scenica e pure come eventuale sfida per gli utenti più esperti, che rigettano gli infradito e uno stile di vita ordinario. Le "Due Sorelle", i faraglioni che in questa cartolina spuntano dal mare, completano il quadro perfettamente. Il loro nome deriva da una leggenda pagana, che attribuisce la loro formazione al tuffo-suicidio di due consanguignee stremate dal troppo lavoro quotidiano. I nomi delle due sorelle sono ciclicamente forniti da una lunga tradizione di incisioni vandaliche spontanee.
3. Inveire contro i suddetti vandali, magari parlando in lingue straniere per ottenere maggiore efficacia e incutere più soggezione. L'erosione della costa non è un problema di secondo piano, e per salvaguardarla da un destino infausto abbiamo bisogno della vostra migliore pronuncia, possibilmente tedesca.
2. La sabbia, finissima, dalle inconfondibili sfumature argentee. Non solo l'occhio vuole la sua parte, e qualche volta anche le nostre terga non vanno tanto per il sottile quando si tratta di fare sentire la loro presenza, se non abbiamo a disposizione la comodità di un lettino o di una sdraio. E, a Torre dell'Orso, come in gran parte del litorale salentino, è ancora un piacere per tutti quello della spiaggia libera.
1. Per la Bandiera Blu d'Europa pluririnnovata (compreso, ovviamente, anche questo agosto e settembre, da non sottovalutare per niente al mondo). Diteci quello che volete. Argomentate con privé, mojito alla mano, fino a biascicare che non vi arrenderete mai, ma a noi il mare, in sé e per sé, continua dannatamente a piacerci semplice e pulito.
















